Viaggi Verso di Noi

Storie di metà cammino…

12 Settembre 2018

Sono quasi a metà di questo magico Cammino che ogni giorno mi entra sempre di più nelle vene, guida i miei pensieri e il mio cuore.
Vivo questo momento come una parte importante della mia vita, senza pensare di essere sulla strada verso Santiago, senza pensare di trovarmi in Spagna, se non per il profumo di chorizo cucinato che esala dalle cucine dei ristoranti, mi sento semplicemente sul cammino della vita, quello su cui mi trovo ogni giorno.
Ogni paesaggio riflette i colori della mia anima, ogni persona viene accolta come un dono prezioso per potermi conoscere sempre meglio, attraverso il riflesso degli occhi di chi mi appare davanti.
Ritrovo nuovi e vecchi amici, li riperdo e li trovo nuovamente.
Cammino veloce, poi nuovamente lenta, mi fermo per giorni e poi riparto.
Mi siedo nei campi di grano incantata dalle aquile che volano libere sulla mia testa, cadendo in picchiata per poi ergersi di nuovo alte nel cielo. Sogno ad occhi aperti, nutro speranze, poi rinsavisco.
Rido, piango, mi diverto e faccio fatica. Come le nuvole di questo cielo, che vanno e vengono, così le mie giornate passano tra istanti che mai dimenticherò e altri che vorrei poter dimenticare.
È un crogiuolo di vite, di cuori perduti e di amori mai lasciati.
Ma sotto tutto questo caos, tra i pensieri più umani, a quelli più alti, ristagna una pace, come quella delle domeniche mattina invernali, quando si viene svegliati tra le coperte profumate dal primo raggio di sole che penetra dallo spiraglio delle persiane.
Mi sto perdendo sempre di più ad ogni passo, anzi che conoscermi sto imparando a disconoscermi.
Mi perdo ad ogni respiro, senza meta, senza voler sembrare, senza dover fare, ma essendo ciò che sono, quel suono sotto tutti gli altri, quella pace sotto il caos.
Cammino per perdermi perché solo così, un giorno, quando il cammino lo vorrà, potrò ritrovarmi, al di là di tutte quelle maschere che ho scordato persino di portare.
Non so più chi sono, forse perché in realtà non l’ho mai davvero saputo, ma sto imparando ciò che non sono.
Giorni fa ho dormito per terra all’aperto, senza materasso, con i vestiti sporchi di chi ha camminato tutto il giorno.
Eppure al mattino, dopo aver dormito su quel terreno duro e freddo, mi sentivo libera e felice come mai lo ero stata, senza niente, senza causa.
Capivo in quel momento di non avere bisogno di nulla, se non di ascoltare il mio cuore, l’unico in grado di guidarmi veramente in questa vita.
Forse questo cammino mi sta solo insegnando ad amare l’essenza della vita, quella bellezza collaterale nascosta nei meandri di ogni mente, tra il caos di ciò che accade e che non comprendo, ma che accolgo per come arriva, perché sempre parte di un disegno più grande.
Mi addormento ora tra le zanzare di un ostello sperduto nel nulla, amando questa bellezza collaterale che circonda ogni cosa in ogni istante…

 

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